L’ottimismo? Fa bene al cuore


 

Articolo di Claudia De Luca

L’ottimismo è il profumo della vita”, diceva Tonino Guerra. Ma forse è anche il segreto della salute del nostro cuore. Lo suggerisce uno studio condotto dai ricercatori della University of Illinois,che ha mostrato come l’apparato cardiovascolaredelle persone che hanno un atteggiamento positivo nei confronti della loro vita è solitamente più in salute rispetto a quello di chi invece vede il bicchiere mezzo vuoto.

“I candidati con i livelli più alti di ottimismo hanno il doppio delle probabilità di possedere un apparato cardiovascolare in salute,” ha spiegato l’autrice Rosalba Hernandez, che assieme ai suoi colleghi ha esaminato durante le condizioni di salute di più di 5000 individui. Hernandez ha aggiunto che questa associazione rimane significativa anche se vengono presi in considerazione le caratteristiche socio-demografiche e la salute mentale che solitamente la influenzano (età e gruppo etnico possono influenzare la salute, reddito e occupazione il benessere mentale).

Sono sette le variabili dei partecipanti che sono state valutate durante lo studio per stabilire lo stato della salute cardiovascolare: pressione sanguigna, indice di massa corporea, livelli di glucosio e colesterolo nel sangue, cibo assunto, quantità di attività fisica e uso di tabacco (le stesse variabili usate dall’American Heart Association per misurare la salute del cuore). I ricercatori hanno assegnato ai partecipanti un punteggio da 0 a 2 in ciascuna di queste categorie e li hanno in seguito sommati per ottenere il valore finale, che poteva quindi variare da 0 a 14 (dove 14 è il valore ideale, quello associato a un miglior stato di salute).

I partecipanti allo studio, le cui età variavano tra i 45 e gli 84 anni, hanno anche dovuto rispondere a dei questionari che avevano lo scopo di testate la loro salute mentale, i livello di ottimismo e di salute fisica.

I risultati sono stati chiarissimi: le persone più ottimiste avevano tra il 50 e il 76% di probabilità di ottenere dei punteggi più alti. Non solo, ma questa associazione tra ottimismo e salute cardiovascoalre era ancora più evidente quando si tenevano in considerazione l’età, l’appartenenza etnica, il reddito e l’educazione.

Ma in che modo? Come può il nostro atteggiamento arrivare ad influenzare tanto la nostra salute?La ragione andrebbe ricercata nel legame tra positività e cura della persona. I partecipanti più ottimistiinfatti avevano livelli di zucchero e colesterolo molto più bassi delle loro controparti pessimiste: principalmente grazie alla maggiore attività fisica da essi svolta, e di conseguenza un indice di massa corporea nella norma, oltre a una minore propensione al fumo.

“Anche una moderata differenza nella salute cardiovascolare si traduce in una riduzione significativa dei tassi di mortalità,” ha concluso Hernandez, “Il nostro studio suggerisce che le strategie di prevenzione delle malattie cardiovascolari dovrebbero tenere in considerazione il benessere psicologico”.

Riferimenti: Health Behavior and Policy Reviews doi: 10.14485/HBPR.2.1.6

Articolo originale su Galileo.it

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