Quanta terra ci resta? | Anna Lisa Bonfranceschi


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Ogni anno sul pianeta si perdono circa 24 miliardi di tonnellate di terrafertile. Cemento, contaminazioni, pratiche agricole dissennate: l’umanità si comporta come se avesse a disposizione una risorsa inesauribile. A mostrarci chiaramente quanto le preoccupazioni per lo stato di salute del suolo non siano peregrine, è il Soil Atlas 2015. Nell’anno Internazionale dei Suoli, l’atlante fornisce più di uno spunto di riflessione sul rapido declino di questa risorsa essenziale per il benessere e la sopravvivenza dell’umanità (e dell’intera biosfera). Dati e immagini di immediata comprensione, come quelle che trovate in questa pagina, che mostrano, per esempio, come procedendo a questo ritmo nel 2050 la terra disponibile per la produzione alimentare sarà più che dimezzata rispetto a quella che utilizzata nel 1960.

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C’è di che preoccuparsi, considerato quanto questo elemento sia fondamentale per la nostra sopravvivenza. E non soltanto perché ci fornisce il cibo di cui ci nutriamo. Il suolo è uno dei fattori che regolano il clima, e dunque una risorsa preziosa anche nel contrasto al riscaldamento globale, ed è anche un elemento imprescindibile nella salvaguardia della biodiversità. Basti pensare che un ettaro di terreno agricolo contiene 15 tonnellate di organismi viventi, equivalente al peso di 20 mucche. Ovvero un chilo e mezzo di vita per metro quadrato.

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Testi e immagini dell’Atlas of soil 2015, realizzato dalla Fondazione Heinrich Böll per l’Anno Internazionale dei Suoli, possono essere scaricati e utilizzati in creative commons da qui.

Riferimenti: Soil Atlas 2015 

Credits immagine: vistavision/Flickr CC

 

Categories: Galileo | Rubrica di attualità, Servizio Consulenza Giovani “Wilhelm Reich”

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