Sì, l’effetto gregge esiste


galileo
di Anna Lisa Bonfranceschi

Unirsi alla folla. Seguire il gregge. Lasciarsi trasportare. Modi diversi di dire che hanno in comune l’idea di qualcuno che si unisce ad un gruppo, se ne fa controllare, lo segue, quando non sa come comportarsi; come fanno le pecore. Oggi, uno studio italo-tedesco cui ha partecipato l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iac-Cnr) di Roma, dimostra che l’effetto greggeesiste: quando non si sa cosa fare, si è confusi sul dove andare, si tende a seguire chi ci sta vicino, soprattutto se quest’ultimo appare convincente e sa dove andare.

A suggerirlo è stato un esperimento condotto presso la Sapienza Università di Roma, per “testare sul campo la correttezza delle previsioni dei modelli matematici per il controllo delle folle che sfruttano il cosiddetto ‘effetto gregge’”, ha spiegato Emiliano Cristianidell’Iac-Cnr, tra gli autori del paper su ArXiv. Durante l’esperimento, i ricercatori hanno chiesto a due gruppi di 40 persone di uscire da un’aula e dirigersi verso un luogo sconosciuto a tutti, tranne ad una persona in un gruppo e 5 nell’altro, inincognito fino alla fine dell’esperimento. Gli scienziati hanno così osservato che, se all’inizio la maggior parte tendeva a spostarsi verso i luoghi conosciuti, subito dopo le persone cominciavano a seguire i compagni vicini, permettendo a chi sapeva di guidare il gruppo verso la destinazione.

“Si tratta di un comportamento che si manifesta in animali sociali, come oche, scarafaggi e, naturalmente, pecore, che porta a muoversi seguendo i compagni vicini, indipendentemente dalla loro destinazione”, ha spiegato Cristiani: “In matematica, un gregge è un esempio di sistema auto-organizzante, un gruppo composto da un numero elevato di ‘agenti’ che seguono regole semplici e in cui le dinamiche individuali sono influenzate da quelle degli agenti più prossimi. Nonostante si tratti di atteggiamenti solitamente associati ad animali, studi del genere sono utili per indirizzare al meglio anche grandi folle di esseri umani in situazioni delicate come nei piani strategici di evacuazione”. In questi casi, continuano i ricercatori, si potrebbe pensare – per le situazioni ovviamente che si possono prevedere – di disseminare nella folla delle persone che sappiano come comportarsi (per esempio, come indirizzarsi verso le uscite) e gestire così il movimento delle persone senza intoppi, difficoltoso in situazioni di grande afflusso, quale potrebbe essere il prossimo Giubileo indetto da Papa Francesco.

Per gli scienziati inoltre, in alcune situazioni sarebbe consigliabile che queste stesse persone rimangano nascoste, sfruttando l’effetto greggepiù che gli ordini impartiti dall’alto. Le persone, infatti, collaborano di più quando credono di agire autonomamente, precisano i ricercatori.

Via: Wired.it

Credits immagine: ILRI/Flickr CC

Articolo originale su Galileo.it

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