Uomini più bravi in matematica: lo stereotipo che si avvera


Galileo - Giornale di scienza

Articolo di Giulia Carosi

Gli uomini sono più portati delle donne per la matematica: lo si sente dire spesso, eppure non esistono evidenze sperimentali forti a sostegno di questa tesi. Si tratterebbe infatti di uno stereotipo di generefortemente radicato nella nostra società, che ha la capacità di influenzare negativamente le prestazioni delle bambine e delle ragazze, facendo sì che il pregiudizio si avveri. A dimostrarlo è una ricercacondotta dalle Università di Triste e Bologna e coordinata da Maria Chiara Passolunghi, docente di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università di Trieste, pubblicata recentemente sulla rivista Learning and Individual Differences.

La ricerca ha coinvolto bambini e adolescenti italiani di entrambi i sessi, nei quali è stata valutata la presenza dello stereotipo di genere mediante appositi test. La credenza è risultata assente nel campione a livello consapevole, ma implicitamente presente nelle bambine e nelle adolescenti. Una convinzione della quale non abbiamo consapevolezza è comunque in grado, senza che ce ne accorgiamo, di influenzare il nostro comportamento. È proprio quanto è stato messo in luce dai ricercatori italiani: bambine e ragazze sottostimano le loro capacità matematiche, mentre l’opposto avviene per i maschi.

Uno studio precedente aveva sottolineato come sia anche il giudizio delle mamme, nelle quali è presente lo stesso pregiudizio, a influenzare le capacità e l’impegno delle figlie nella “regina delle scienze”. La convinzione erronea della superiorità maschile per le abilità logico-matematiche è quindi in grado di scoraggiare le donne nell’intraprendere precorsi scolastici e lavoratici nel campo. Per questa ragione, secondo i ricercatori, è necessario lavorare affinché bambini, genitori e insegnanti non siano influenzati da questo o altri stereotipi di genere.

Riferimenti: Measuring math anxiety in Italian college and high school students: Validity, reliability and gender invariance of the Abbreviated Math Anxiety Scale (AMAS); Caterina Primi, Chiara Busdraghi, Carlo Tomasetto, Kinga Morsanyi, Francesca Chiesi; Learning and Individual Differences DOI: 10.1016/j.lindif.2014.05.012

Articolo originale su Galileo.it

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