LEGGENDO "IL TEMPO NEL CORPO"

 

READING "TIME IN THE BODY"

 

DOI 10.57613/SIAR 33

 

Marilena Komi**

 

 

 

Abstract

        Osservazioni e commenti sul testo “Il tempo nel corpo” di una psicoterapeuta esperta che partecipa a supervisioni analitico-cliniche guidate dall'autore del testo stesso. Una visione, quindi, dall'interno dell'operatività del modello psico-corporeo dell'Analisi Reichiana Contemporanea. Nel modello si intrecciano: analisi del carattere, definizione delle fasi evolutive, del setting, delle attivazioni corporee (acting).

Parole chiave

        Analisi Reichiana Contemporanea – fasi evolutive – attivazioni corporee – setting.

Abstract

        Observations and comments on the text "Time in the body" by an expert psychotherapist who participates in analytic-clinical supervisions led by the author of the text itself.
A view, therefore, from within the functioning of the psycho-body model of Contemporary Reichian Analysis.
In the model the following intertwine: analysis of the character, definition of the evolutionary phases, of the setting, of the bodily activations (acting).

Keywords

        Contemporary Reichian Analysis – evolutionary phases – bodily activations – setting.

 

 

 

     La lettura del libro di Genovino Ferri (Il corpo nel tempo, Alpes 2020) apre davanti a noi almeno quattro campi di interesse od orizzonti visivi, per dirla con un riferimento corporeo.

1) L'ingresso nel mondo della psicoterapia e della Analisi Reichiana attraverso testimonianze dell'esperienza personale di psicoterapeuti che partecipano ad un gruppo di supervisione analitico clinica  didattica, accompagnate da un approfondimento teorico, che fa di questo libro una testimonianza di interazione viva all'interno del setting e non solamente il dispiegamento di una teoria.

2) Una rassegna storica del movimento psicoterapeutico caratteroanalitico post-reichiano che, attraverso progressive stazioni evolutive giunge alla formulazione del modello specifico da parte dell'autore.

3) La conoscenza di un approccio teorico, analitico e clinico che utilizza la mobilitazione del corpo – attraverso attivazioni corporee  - a fini diagnostici e terapeutici e che si intreccia con l'Analisi del Carattere, partendo da basi psicodinamiche.

4) Una nuova lettura delle fasi evolutive e delle relazioni con l'Oggetto, che qui sono legate non solo alle impressioni emotive e mentali che lasciano sull'uomo, ma anche a quelle fisiche, che pertanto possono diventare vie di accesso al mondo psichico.

     Siamo di fronte a un modello che costituisce una ulteriore elaborazione in continuum dell'Analisi del Carattere e della Vegetoterapia: il lavoro col corpo della tradizione creata da Wilhelm Reich, trasmessa ai suoi studenti ed evoluto con il lavoro di molti in ormai 85 anni. La sua particolarità sta nel fatto che per la prima volta collega in modi nuovi dimensioni che esistono già nella teoria reichiana: crea una grammatica in cui gli elementi caratteriali mostrati dall'analizzato (che portano con sé sia il modo di pensare che il suo mondo emotivo) sono collocati nelle fasi evolutive in cui sono state create e associate ai corrispondenti livelli/aree corporee, che vengono coinvolte durante il funzionamento della fase attraverso l’Oggetto di fase. In questa immagine tridimensionale, si combinano attivazioni fisiche specifiche, o acting, che svolgono da una parte funzione diagnostica, e dall'altra esperienze correttive - per dirlo con Franz Alexander - necessarie per la persona per attenuare e guarire i lati patologici del suo carattere e raggiungere il cambiamento verso la salute psicosomatica.

     Ferri afferma spesso che Freud stesso era particolarmente  corporeo: usa una terminologia intensamente corporea per descrivere i periodi critici che modellano la psiche umana: fase orale, anale, fallica, genitale, avendo riconosciuto e descritto la formazione della psiche dalle esperienze del corpo a contatto con il mondo esterno e gli Altri significativi. Le aree del corpo strettamente legate agli stadi psicoevolutivi descritte dallo stesso Freud (bocca, ano, genitali) nel sistema reichiano si allargano in numero e contenuto e diventano: occhi, naso, orecchie (1° livello), bocca (2° livello), collo (3° livello), torace (4° livello), diaframma (5° livello), addome (6° livello), bacino, gambe e piedi (7° livello). Naturalmente, un'area del corpo può essere la fonte  principale della soddisfazione del bambino e del rivestimento della libido in ogni fase, ma allo stesso tempo in ogni fase partecipa  tutto il corpo come un sistema biologico complesso che viene costantemente trasformato  in vita emotiva e mentale, cosa che Freud aveva descritto con geniale chiarezza.articolo KOMI imgCopertina del libro "Il tempo nel corpo" di G. Ferri (traduzione Greca)

     Da una prospettiva più generale, il presente studio si colloca nel campo della  psicoterapia orientata al corpo: l'evoluzione e le ramificazioni della rivoluzione portata da Reich nel campo della psicoanalisi e della psicoterapia in generale furono rapide, creando nel dopoguerra il più ampio campo della Psicoterapia Corporea (body-psychotherapy, psicoterapia orientata al corpo, psicoterapia somatica, psicologia somatica sono alcuni termini di riferimento), la quale è oggi tra gli approcci psicoterapeutici più diffusi,  insegnata e praticata in tutto il mondo.

     Queste originali intuizioni geniali di Reich hanno attraversato quasi un secolo senza perdere la loro lucentezza e rilevanza. Molto di più: hanno incontrato le moderne neuroscienze. Se vogliamo fare riferimento a scienziati indipendenti dal campo della psicoterapia che hanno collegato il corpo con la sfera mentale, l'elenco è piuttosto lungo. Già dal 1967 Ernst Gellhorn[1] aveva collegato la salute mentale alla normale (indisturbata) alternanza tra il sistema nervoso simpatico e quello parasimpatico nel corpo umano, mentre più o meno nello stesso periodo Henri Laborit parlava della inibizione dell'azione delle persone nella società moderna, che sopprime il primordiale  meccanismo intrinseco di lotta o fuga di fronte al pericolo e crea, oltre alle malattie, un disturbo dell'equilibrio mentale che predispone ad ansia cronica, depressione, e altro.

     I grandi progressi delle neuroscienze nel nostro secolo hanno dimostrato il ruolo centrale del corpo nelle funzioni mentali superiori, come la coscienza, l'autocoscienza, il corretto riconoscimento del mondo circostante, l'integrazione nella comunità e nella relazione con gli altri.

     Antonio Damasio[2] ha sostenuto che la coscienza è una conseguenza delle funzioni corporee usando il termine “coscienza dal basso verso l'alto”  così come il termine “somatic markers” con cui ipotizza come le emozioni e il loro background biologico siano coinvolti nel prendere decisioni  consce o inconsce.

     Jack Panksep[3] parla della natura incarnata della coscienza emotiva primordiale della persona, mentre Gerald Edelman[4]  descrisse come l'attività motoria dell'uomo sia un organizzatore della coscienza. Allo stesso modo si muovono anche Giacomo Rizzolatti e il suo gruppo (ricercatori di psicobiologia di Parma), noti per la scoperta dei neuroni specchio, che hanno  formulato l'idea che la comprensione dell'altro non è un processo puramente mentale, ma si basa sulla riproduzione della sensazione corporea corrispondente a una determinata situazione. Attraverso l'emergere del corpo come protagonista di processi intrapsichici e interpsichici, queste indagini chiariscono ulteriormente da un punto di vista epistemologico la metodologia di Reich e di tutte quelle  orientate al corpo.

     Per ogni area corporea che Reich descrive come insieme funzionale (livello o zona corporea), il neuropsichiatra italiano Federico Navarro definisce e descrive  movimenti che l'uomo per sua natura esprime tramite queste aree, cioè movimenti ontogenetici. Pertanto, la Vegetoterapia reichiana passa a uno stadio successivo, più evoluto.

     La creazione da parte di Navarro di questo lavoro sistematizzato attorno ai movimenti ontogenetici è stata davvero un ulteriore passo straordinario: movimenti che sono intrinsecamente presenti nel repertorio psicomotorio dell'essere umano, senza i quali egli non può esistere (per alcuni di essi) o non può esistere come un essere pienamente sviluppato (per alcuni altri). L'importanza ad esempio del succhiare (il movimento dell'allattamento al seno) è determinante per la vita e l'esistenza e la sua importanza non viene mai abbandonata fino alla morte: dal cibo, alla sessualità, al bacio in tutte le sue dimensioni. Il movimento delle mani e braccia protese in una richiesta di abbraccio non viene mai eliminato dalla gamma comportamentale  umana.

     Ferri, allievo e collaboratore di Navarro, sviluppa ulteriormente in modo davvero brillante questo modello storico, offrendoci una lettura che colloca il profilo dell'individuo e qualsiasi quadro psicopatologico nel Tempo, nel Carattere e nel Corpo: in quale fase evolutiva si è creato e stabilito l'atteggiamento-pensiero-sentimento (tratto di carattere) e in relazione a quale Oggetto (Altro significativo). Quali regioni somatiche che prevalevano in quella fase sono state mobilitate e segnate da questa relazione, o in quale area periferica del sistema nervoso centrale?

     Ferri introduce una novità molto importante nel modello di Navarro: solleva la questione dell'ordine cronologico in cui le varie regioni/livelli del corpo acquistano il primato durante l'evoluzione. Ha chiarito l'ordine in cui i vari livelli corporei entrano e dominano ogni fase evolutiva del bambino in una direzione dal basso verso l'alto, (bottom-up) cioè dall'inizio della vita in su.

     Queste, quindi, si correlano con le fasi dello sviluppo, dal periodo intrauterino fino alla pre-adolescenza, determinando quale sia l'area corporea principale con cui ci relazioniamo all'Oggetto di ciascuna fase. Questo ci permette per la prima volta di scegliere con quali aree corporee lavorare, a seconda della fase evolutiva in cui si trovano i principali segni incisi delle esperienze della persona, invece di iniziare a lavorare sempre in ordine dall'alto verso il basso, dagli occhi al bacino, indipendentemente dal profilo della persona che abbiamo di fronte, indifferenziato per fasi evolutive, come avveniva nella Vegetoterapia classica. Questo rovesciamento creativo rende il lavoro personalizzato e mirato aumentandone la chiarezza e l'efficienza diagnostica e terapeutica.

     In questo modello i livelli somatici diventano dominanti nel seguente ordine nel tempo: 6° livello (addome) fase intrauterina, 2° livello (bocca) fase orale, 4° livello (torace) fase muscolare, 5° e 3° livello (collo e diaframma) 1° fase genito-oculare o edipica, 1° e 7° livello (occhi e bacino) 2° fase genito-oculare o preadolescenza-adolescenza.

     Qui vediamo riferimenti teorici che attraversano da un lato  Freud e Reich e dall'altro le teorie della psicologia delle relazioni oggettuali.

     Lavorare con il nostro corpo permette di accedere a delle aree della personalità non solo subconsce ma anche preverbali, come le fasi intrauterina e orale: per quanto riguarda la fase intrauterina, la prospettiva di Reich ne evidenzia il ruolo importante nella salute mentale, supportata dalle importanti scoperte della moderna ricerca in psicologia prenatale.

     In questo modello vediamo la possibilità di accedere alle tracce incise del tempo intrauterino con acting specifici, quando ovviamente questo sarà ritenuto appropriato e terapeutico per il paziente. Un riferimento speciale, infine, va fatto all'importanza attribuita   alla relazione terapeutica, che costituisce di per sé un sistema vivo, il quarto dopo la comunicazione verbale, il linguaggio del corpo e il linguaggio degli elementi caratteriali, come descritto in altri  testi dell'autore (2016, 2017).

     Questo lavoro, oltre ad essere un ottimo manuale di lavoro psicodinamico con il corpo, introduce il lettore nel cuore stesso della teoria di Reich, nella sua evoluzione nel tempo, nella teoria dell'Analisi del Carattere e in una dimostrazione dal vivo del setting somatopsicoterapeutico.

 

 

 

[1] Ernst Gellhorn è professore di neurofisiologia dell'Università del Minnesota con ricerche sul sistema nervosa autonomo.

[2] Antonio Damasio è neuroscienziato portoghese-americano, professore di psicologia e filosofia all'Universitàdella California meridionale, con un ampio progetto di ricerca.

[3] Jack Panksep è neuroscienziato e psicobiologo estone-americano.

[4] Gerald Edelman: (1929-2014) biologo americano premio Nobel, che ha proposto, tral'altro, una teoriabiologica della coscienza.

 

Bibliografia

 

Alexander F., French T., et al., Psychoanalytic Therapy: Principles an Application. New York: Ronald Press, 1946.

Damasio A., Il Sé viene alla Mente. Adelphi 2012.

Edelman G., (2018) Darwinismo neurale. Milano: Cortina R. Edizioni.

Freud S., L’interpretazione dei sogni. Torino: Bollati Boringhieri.

Freud S. (2014), Tre saggi sulla sessualità. E-book Newton Compton Editori 2014

Gellhorn E. Autonomic Imbalance and the Hypthalamus. Minnesota Archive Editions 1957

Navarro F., (1993), Metodologia de la Vegetoterapia Caracteroanalitica. Publication Orgón Valencia.

Panksep J., Biven L., (2014), Archeologia della Mente. Origini neuroevolutive delle emozioni umane. Milano: Cortina R. Edizioni. Milano.

Reich W., (1994), Analisi del Carattere. Milano: SugarCo Edizioni.

Rizzolatti G., Sinigaglia C., (2019), Specchi nel cervello. Milano: Cortina R. Edizioni.

** Psicoterapeuta. Membro dell’Associazione Europea di Psicoterapia corporea. Presidente onorario del “Wilhelm Reich Center” di Atene. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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