DEPRESSIONE E INFIAMMAZIONE: TRA CORPO E AMBIENTE
DEPRESSION AND INFLAMMATION: BETWEEN THE BODY AND THE ENVIRONMENT
DOI 10.57613/SIAR 34
Marika Bertuccioli [*]
Antonella Messina [**]
Abstract
L’articolo presenta una riflessione sulle possibili correlazioni tra infiammazione, umore, disagio, inquinamento e stili di vita. Si evidenzia l’asse funzionale cervello-microbioma-intestino coinvolto nella depressione e si illustrano alcuni casi clinici.
Parole chiave
Infiammazione, depressione, microbioma, ambiente, inquinamento, cervello, corpo, psicoterapia.
Abstract
The article presents a reflection on the possible correlations between inflammation, mood, discomfort, pollution and lifestyles. The functional brain-microbiome-intestine axis involved in depression is highlighted and some clinical cases are illustrated.
Keyword
Inflammation - depression - microbiome – environment – pollution - brain – body – psychotherapy.
“Sulla causa della nostra malattia
un solo sguardo ai nostri cenci ti
direbbe di più. Una stessa causa fa a pezzi
i nostri corpi e i nostri abiti.
Le fitte nelle nostre spalle
vengono, dici, dall'umidità, da cui
viene anche la macchia che abbiamo alla parete.
Dicci allora:
da che viene l'umidità?”
Bertolt Brecht
Discorso di un lavoratore ad un medico
dalle poesie di Svendborg
Un’insegnante si presenta in studio sottolineando che la sua vita è cambiata da quando le sue ore di lavoro sono state suddivise in più scuole. Utilizza il tempo della pausa pranzo per spostarsi verso la scuola dove lavorerà nel pomeriggio. Non ha più il tempo di pranzare, mangia quello che recupera in un bar o salta il pranzo. Negli ultimi mesi ha manifestato crampi addominali improvvisi e un importante gonfiore all’addome dolente. Le hanno dato la diagnosi di una sospetta colite. Il tono del suo umore è sceso ed è medio basso, presenta momenti di tristezza e sensazione di essere vuota, come se avesse perduto la fiamma al proprio interno.
Una madre si presenta in studio con il figlio di 16 anni. Il ragazzo pesa 190 kg. ed è alto 1,80 m. In passato ha seguito un’alimentazione basata su merendine e bibite dolci e frizzanti. Da un anno il piano alimentare del ragazzo è seguito da un medico e pare che il ragazzo si attenga fedelmente alle indicazioni. Tuttavia il peso è sceso solo di pochi chilogrammi. Gli è stata diagnosticata un’infiammazione del tessuto adiposo. Negli ultimi mesi il ragazzo manifesta difficoltà di attenzione, scoppi improvvisi di rabbia seguiti da mortificazione e desiderio di stare a letto.
Una donna di 61 anni, soffre da due anni, di invalidanti dolori muscolari, sparsi per il corpo, mal di testa, dolore mandibolare, difficoltà a prendere sonno. La gastroenterologa che la cura, ha ipotizzato una fibromialgia correlata all’assunzione di alimenti contenenti glutine. La donna ha affrontato una vita di viaggi e cambi di lavoro, ha sempre avuto difficoltà addominali e gonfiori. Qualche mese dopo l’inizio dei dolori muscolari la donna ha avvertito una difficoltà nel concentrarsi a lavoro, fastidio nelle relazioni amicali che rifugge, ansia al mattino e la sensazione di non valere nulla e di non avere futuro.
Riportiamo questi frammenti di scene dai setting per riflettere sulle influenze che il campo ambientale e sociale può proporre ed incidere sul sistema corpo-mente, contribuendo ad influenzare lo stato psichico. La questione si complica quando a contribuire alla condizione psichica di disagio è l’inquinamento atmosferico o acustico[1].
Sergio Harari[2], afferma in una intervista sul quotidiano Sanita del 17 Giugno 2022 che:
- è stato dimostrato che l’esposizione allo smog peggiora le performance cerebrali e addirittura accelera il declino cognitivo correlato all’età, aumentando il rischio di Alzheimer (Marya, Patel, 2021) (Zenaro E., 2023, Fondazione Veronesi);
- che lo smog può essere tossico per il funzionamento cerebrale al punto da provocare anche patologie psichiatriche, probabilmente attraverso un incremento dell’infiammazione generale o per un’alterazione delle difese antiossidanti (Ren J., 2022);
- che i danni dello smog sul cervello sono evidenti a ogni età, comportando nel periodo fetale alterazioni nello sviluppo del cervello dei bimbi, con una corteccia cerebrale che diventa più sottile in alcune aree e quindi a maggior rischio di problemi come il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (A. Park Williams, 2019).
Altri studi riportati nella stessa intervista hanno quantificato in una percentuale del 13% l'aumento del rischio di depressione in presenza di smog (si veda anche Maher B.A., 2016). Come psicoterapeuti possiamo porci delle domande relative al nostro modo di fare anamnesi e di restituire ai pazienti l’influenza sul nostro stato di salute, da parte del terzo campo socio-ambientale-economico. Si tratta di scenari che aprono le porte a nodi tematici di riflessione nei setting. Tra questi il tema dell’integrazione in sistemi lavorativi sempre più non curanti di orari di sonno-veglia o di orari di pranzo cena o in genere di vita privata. Questi scenari sollecitano lo spettro di sensazioni che intercorrono tra potenza-impotenza rispetto all’agire possibile per un cambiamento socio-economico-ambientale. Su questo piano terapeuta e paziente si ritrovano ambedue nel gestire le possibilità e le difficoltà dell’abitare un mondo i cui parametri vitali sono differenti da quelli richiesti dal corpo. Si pensi a città dove prima di uscire bisogna verificare il grado di inquinamento e nel caso questo sia alto rimanere a casa (Innocenti, 2022).
Il modello post reichiano a cui ci ispiriamo, prevede una lettura dei segni, dei come di relazione, incisi sui livelli corporei durante l’asse temporale dal concepimento alla vita adulta. Il corpo e ciò che lo segna sono dunque elementi di anamnesi. L’aria, la natura, il rispetto dei ritmi vitali possono essere intesi come elementi relazionali che con le loro qualità segnano il sistema mente corpo. Abbiamo ereditato da W. Reich e sistematizzato nel corso del ‘900, un bagaglio di acting ed attivazioni corporee caratterizzate dall’importanza di respirare consapevolmente abitando il tempo interno. Il respiro, quale movimento di scambio tra il sé e il mondo e di contatto con i propri livelli corporei, costituisce uno dei fondamenti del nostro modello di psicoterapia. Ne segue che l’attenzione alla qualità dell’aria e al contatto con la natura è parte integrante della nostra impostazione.
Relazione tra ambiente sociale, infiammazione e depressione
Nel libro dal titolo Infiammazione Medicina, conflitto e disuguaglianza, una donna medico ed un economista[3] propongono una lettura delle connessioni che intercorrono tra mutamenti sociali, processi di infiammazione e relative ricadute sull’umore. Nel libro si sostiene che l’infiammazione nei corpi è connessa anche al tipo di alimentazione, all’aria che respiriamo e alla diversità dei microbi che vivono dentro di noi e che regolano lo sviluppo del nostro cervello ed il funzionamento del sistema immunitario. Gli autori aggiungono alle concause infiammatorie gli eventi traumatici biografici, le colonizzazioni, la guerra, le migrazioni, anche se subiti dai nostri antenati. L’intento del libro è promuovere una cultura della medicina profonda, ovvero una medicina che tenga conto dei processi di riconnessione degli esseri viventi con il proprio ambiente, con la natura e con il rispetto degli elementi vitali dell’ecosistema, aria, acqua, cibo. Lungo questa via potrebbe ampliarsi il paradigma medico e psicologico con cui si guarda all’infiammazione, ai disturbi psicologici ed all’idea di benessere, inserendo una valutazione degli elementi ambientali. Questa valutazione amplia il modo di intendere l’efficienza di un sistema sanitario integrando al proprio interno l’estensione delle cure del sistema sanitario a più persone e mutando radicalmente il paradigma con cui si valuta la malattia e la guarigione; in questo tipo di medicina, che gli autori definiscono profonda, la cura delle relazioni sociali, il ripristino di corsi d’acqua, la sostenibilità delle dighe, l’agricoltura, possono essere viste come parte integrante del complesso di medicine da somministrare.
Le riflessioni che intendiamo avviare ricercano connessioni tra i processi infiammatori così intesi e le loro influenze sulle condizioni psicologiche. Nell’ultimo decennio stanno progredendo gli studi che connettono le infiammazioni alle depressioni. Nel libro La mente in fiamme. Un nuovo approccio alla depressione (Bullmore, 2019), l’autore[4] ricerca connessioni tra la depressione e le malattie infiammatorie, citando casi di artriti reumatoidi, paradontiti, disbiosi intestinali e le pone in correlazione con l’insorgere depressivo. Mettendo in relazione i due testi citati intendiamo interrogarci su cosa questi paradigmi possano comportare per l’impostazione del lavoro nei setting di psicoterapia.
Cos’è l’infiammazione. L’asse cervello-microbioma-intestino

L’infiammazione è un processo biologico che il nostro corpo utilizza per combattere le infezioni, guarire le ferite e riparare i danni ai tessuti. Tuttavia se essa diventa cronica, causa problemi di salute, tra cui malattie intestinali, disequilibri del sistema immunitario e anche depressione. L’asse cervello-microbioma-intestino svolge un ruolo primario in questo processo e sembra essere la chiave per la comprensione dell’infiammazione sistemica e del legame con la depressione. Essendo l’intestino “sede indipendente di integrazione ed elaborazione neurale” (Gershon, 1998), esso condiziona non solo lo stato di salute dell’organismo, ma anche quello mentale. Si era già a conoscenza di come stress e depressione potessero influenzare la funzionalità intestinale, la scoperta è che altrettanto vero è anche l’inverso: le alterazioni delle funzioni fisiologiche dell’intestino possono determinare un disturbo della vita emozionale.
L’asse intestino-cervello
Negli ultimi trent’anni le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD”, Inflammatory Bowel Disease) sono aumentate dell'85% e hanno colpito circa 7 milioni di persone a livello mondiale. Una grande attenzione l’hanno ricevuta gli studi sul microbiota umano, cioè le popolazioni di microbi che abitano il nostro tratto intestinale, ma è importante sottolineare che per una cura efficace è necessario prendere in considerazione anche l’ambiente dove vivono, il microbioma, che comprende il complesso di materiale genetico e di attività che ruota intorno a questi organismi.
Il microbioma intestinale, oltre ad avere la capacità di produrre enzimi digestivi e sostanze nutritive necessarie, influenza la nostra resistenza alla malattia. Un microbioma sano e diversificato è la base di un buon funzionamento del sistema immunitario, endocrino e nervoso. “Una carenza di biodiversità intestinale è associata a malattie cardiovascolari, asma, allergie, obesità, diabete, suicidio, cancro al colon, Alzheimer, infiammazione intestinale e malattie autoimmunitarie” (Marya, Patel, 2021, p.109).
Non solo la presenza dei batteri, ma anche il loro bilanciamento conta: uno squilibrio porta alla disbiosi intestinale, che si associa a un’ampia gamma di malattie infiammatorie. La disbiosi è frutto di malattie, uso di antibiotici, scorretta alimentazione, ripetuta esposizione a stress e sostanze inquinanti presenti nell’ambiente di vita.
Infiammazione e inquinamento: la relazione tra ambiente alimentazione
“Come trattiamo il suolo riflette ciò che alla fine succederà nella nostra pancia”.
Se l’aria che respiriamo non è sana e i terreni in cui raccogliamo gli alimenti sono intrisi di plastica, metalli pesanti e agenti inquinanti, gli individui saranno sempre più infiammati. Il trattamento del sintomo è una soluzione parziale e temporanea. Le risposte di cura e prevenzione, per essere veramente efficaci, devono farsi carico di ogni essere vivente in maniera integrata.
La popolazione di Okinawa (Poulain, 2011; Willcox, 2007) è famosa come esempio di longevità[5], ma la sua longevità è a rischio, l’aspettativa di vita sta calando e sembra ci sia accordo tra gli esperti che la motivazione sia conseguente alle incursioni coloniali che l’isola ha subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che hanno modificato lo stile di vita e quello alimentare. In Italia è la zona di Ogliastra, in Sardegna, a vantare il primato di individui longevi e in generale la Dieta Mediterranea, patrimonio dell’Unesco dal 2010, è un sistema radicato nel rispetto per il territorio e la biodiversità che vuole garantire la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e artigianali legate alla pesca e all'agricoltura nelle comunità mediterranee (Pes G., Poulian M., 2014).
Eppure, gli ingredienti migliori della nostra gastronomia, non sono economicamente alla portata di tutti.
La responsabilità del singolo non è sufficiente al mantenimento del suo stato di salute: sono necessarie sia una riparazione ecologica che ripristini gli ecosistemi naturali al fine di preservare la vitalità degli elementi nutritivi che alimenteranno il nostro organismo, sia una riparazione economica che agisca sullo stress e l’infiammazione provocati dalla precarietà: occorre un intervento sistemico sociale. Il cibo è nutritivo se proviene da un reale ecosistema vitale; una società è sana se investe adeguatamente su lavoro, sulla sanità e sull’istruzione riorganizzando l’economia e diminuendo il debito pubblico; un individuo sottoposto a minori stressors sarà meno infiammato, più protetto dai rischi delle patologie e meno depresso.
Infiammazione e depressione. La relazione tra corpo e mente

La depressione è una condizione patologica di disagio psicologico che causa sentimenti persistenti di tristezza, disinteresse, mancanza di piacere e di energia. La ricerca attuale sta studiando le correlazioni che intercorrono tra ambiente inquinato, stili di vita, stress cronico, depressione e l'attivazione del sistema immunitario. La produzione di citochine infiammatorie agisce sui livelli delle sostanze chimiche che a loro volta influiscono sul nostro umore e sul benessere mentale. Le citochine pro-infiammatorie, come l'interleuchina-6 (IL-6) e il fattore di necrosi tumorale-alfa (TNF-α) sono normalmente prodotte durante l'infiammazione per aiutare a combattere l'infezione o il danno ai tessuti, ma in caso di infiammazione cronica possono causare danni ai neuroni cerebrali e influenzare l'equilibrio dei neurotrasmettitori, come la serotonina, la dopamina e la noradrenalina, che sono coinvolti nella regolazione dell'umore e del comportamento.
Nel riconoscere l’intelligenza del corpo vale la pena ricordare che l’infiammazione è un sistema difensivo e adattivo fondamentale per la sopravvivenza della specie umana. La psiconeuroendocrinoimmunologia ci spiega la costellazione complessa di interazioni avviate da sistemi e sottosistemi presenti nel corpo umano. In un’ottica di prevenzione ed educazione alla salute, ipotizziamo possa essere importante continuare a studiare quanto lo stress, ripetuto e costante, proveniente da stili e tempi di vita, inquinamento o cibi insani, metta il corpo nella condizione di sviluppare reazioni di difesa infiammatoria cronicizzate.
In sintesi, il corpo, la mente e l’ambiente parlano tra loro anche attraverso il sistema immunitario. Esistono diverse tipologie di depressione e ad oggi si può affermare che una di queste potrebbe essere su base infiammatoria (Furman, 2019).
[1] Studio, coordinato da Andrey Rzhetsky, genetista presso l'università di Chicago, Luglio 2022; Seminario Internazionale RespiraMi: Recent Advances in Air Pollution and Health co-organizzato dalla Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e dalla Fondazione Internazionale Menarini.
[2] Co-presidente del Seminario e Direttore Unità Operativa Pneumologia, Ospedale San Giuseppe MultiMedica di Milano e professore di Medicina Interna alla Statale
[3] Raj Patel, economista politico e Rupa Marya, medico dell’Università della California.
[4] Bullmore E. SI è Formato come medico all’Università di Oxford. Attualmente dirige il Dipartimento di Psichiatria e il Wolfson Brain Imaging Centre del Dipartimento di Neuroscienze cliniche dell’Università di Cambridge, ed è membro della Academy of Medical Sciences e del Royal College of Physicians. Dal 2005 è anche vicepresidente del gruppo di Medicina sperimentale presso GlaxoSmithKline, dove dirige una partnership accademico-industriale per lo sviluppo di nuove medicine antinfiammatorie per il trattamento della depressione.
[5] “La longevità a Okinawa è il risultato di una combinazione di sanità efficiente, buone abitudini del sonno, più anni passati sui banchi di scuola, reti di amici, buoni geni, e anche vita spirituale” (R.Marya, R.Patel, pag. 127).
Bibliografia
Bullmore, (2022) La mente in fiamme. Un nuovo approccio alla depressione. Bollati Boringhieri
Furman M. et al.,(2019), Chronici inflammation in the etiology of disease across the life span, "Nature Medicine" 25, n.1210.1038/s41591-019-0675-0
M.D. Gershon, (2006) Il secondo cervello. UtetLeal, (2023) Inquinamento e depressione, Paris: © AFP
R.Marya, R.Patel (2022) Infiammazione. Medicina, conflitto e disuguaglianza, Milano: Feltrinelli
Maher B.A., (2016) Magnetite pollution nanoparticles in the human brain, proceedings of the national academy of sciences usa, 113, n.39, doi.org/10.1073/pnas 1605941113
Innocenti M., (2022) Ecoansia I cambiamenti climatici tra attivismo e paura, Trento: Erikson
Pes G.,Poulian M.,(2014) Longevità e identità in Sardegna. L'identificazione della «Zona Blu» dei centenari in Ogliastra, Milano: Franco Angeli.
Poulain M., Exceptional longevity in Okinawa:A plea for in dept validation, democraphic
research 25, n7-2011, www.demographic-research.org/volumes/vol25/7/
Ren J et al. Vascular benefits of vitamin C supplementation against fine particulate airpollutionin healthy adults: A double-blind randomised crossover trial. Ecotoxicol Environ Saf. 2022 Aug;241:113735.
Willcox B.J et al.Caloric restriction, the traditional okinawan dietand healthin aging, " Annals, of the new york academy of sciences" 1114, n1 (2007), doi.org/10.1196/annals1396.037;
Williams A.P. Observed impact of Anthropogenic climate change on wildfire in California-Earth’s Future 7(8):892–910, https://doi.org/10.1029/2019EF001210, 2019
C.Wilson, New Scientist, Regno Unito Alle origini del male di vivere, articolo su Internazionale 17 febbraio 2023
Sitografia
https://www.humanitas.it/malattie/malattie-infiammatorie-croniche-intestinali
* Marika Bertuccioli Psicologa, Psicoterapeuta, Analista S.I.A.R.. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Studio professionale: P.zza XX Settembre 35, Fano.
** Antonella Messina Psicologa, Psicoterapeuta, Analista S.I.A.R., dottoressa in filosofia, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Studio professionale: Via Cuturi, 8. Catania