CORPOREITA' APPROPRIATEZZA SALUTOGENESI E TEMPO[1] 

CORPOREITY APPROPRIATENESS SALUTOGENESIS AND TIME

 

Genovino Ferri[*]

 

DOI 10.57613/SIAR76

 

Abstract

Questo contributo propone un’evoluzione contemporanea della Psicoterapia Reichiana, fondata su quattro principi cardine: Corporeità, Appropriatezza, Salutogenesi e Tempo. Al centro vi è il concetto di Profondità Stratificata in 4D, che integra dimensioni corporee, relazionali, evolutive e neurobiologiche. Relazione terapeutica, psicofarmaci e attivazioni corporee sono letti come agenti epigenetici, capaci di modificare circuiti neuronali e pattern emotivi. Si presenta un modello aggiornato di Vegetoterapia di Fase, orientato a un intervento profondo, coerente e tracciabile. L’obiettivo è una psicoterapia precisa, etica e trasformativa.

 

Parole chiave

Psicoterapia Reichiana Contemporanea – Corporeità - Profondità Stratificata - Epigenetic drug - Vegetoterapia di Fase.

Abstract

This contribution presents a contemporary evolution of Reichian Psychotherapy, grounded in the principles of Embodiment, Appropriateness, Salutogenesis, and Time. At its core is the concept of Stratified Depth in 4D, which integrates bodily, relational, developmental, and neurobiological dimensions of the therapeutic process. Therapeutic relationship, psychopharmacology, and bodily activations are viewed as epigenetic agents, capable of reshaping neural circuits and emotional patterns. A new model of Phase-based Vegetotherapy is proposed to work in depth while maintaining clinical clarity and coherence. The goal is a psychotherapy that is precise, ethical, and truly transformative.

 

Keyword

Contemporary Reichian PsychotherapyEmbodiment - Epigenetic drug - Phase-based Vegetotherapy - Stratified Depth.

 

 

La Corporeità

Oggi lo sviluppo delle conoscenze relative alla plasticità cerebrale orienta verso una Psicoterapia che ha bisogno di alzare l’asticella del sapere neuroscientifico. L’inclusione della Corporeità, nella sua relazione con il mondo, con se stessi e con gli altri, rende più complessa una Psicoterapia che, per rispondere ai criteri di appropriatezza, deve essere anche una Psicoterapia Corporea, che parta dalla periferia, attraversi le vie cortico-spinali e raggiunga le aree cerebrali del S.N.C., che abbia linee guida ad alta coerenza e tracciabilità di senso. Una Psicoterapia, quindi, che introduca l’azione, oltre che pensarla, perché quando l’azione viene eseguita o imitata si attivano le vie cortico-spinali, quando l’azione viene immaginata si attiva la sola rete corticale motoria e l’azione non viene prodotta! Noi psicoterapeuti reichiani contemporanei siamo stati antesignani e siamo tuttora all’avanguardia.

La Corporeità rappresenta un altro 3 nel setting, con tutti i significati psicoanalitici del numero: legge, padre, limite. L’Intercorporeità si addiziona all’Intersoggettività nel Controtransfert, le attivazioni corporee muovono dalle afferenze periferiche a quelle centrali. La Corporeità introduce un altro trialogo, chiaro, garante, evangelico, nel senso greco di messaggio buono che emerge dalla sua intelligenza stratificata, il vero logos che illumina i nostri setting.

 

L’appropriatezza

Una terapia appropriata consiste nella selezione, sulla base degli interventi di cui è stata dimostrata l'efficacia per un determinato disturbo, dell'intervento con la maggiore probabilità di produrre gli esiti di salute attesi da quel singolo paziente (OMS). Mi piace questa definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma con due precisazioni:

-è meglio parlare di persona e non di paziente nei setting psicoterapeutici,

-in essa, poi, non sono specificati i gradini neghentropici dell’appropriatezza, presenti in una frase di W.Reich che, 50 anni fa, toccò le mie corde etico-narcisistiche… e da allora, mi accompagna in questa meravigliosa professione.

Una determinata situazione analitica ha una sola possibilità di soluzione ottimale e nel caso specifico solo un unico modo d'impiego della tecnica è quello corretto”. (W. Reich)

 

La Salutogenesi

La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale, sociale e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità. Questa definizione dell’OMS è una nuova lettura della scienza che guarda ai fattori che contribuiscono allo stato di benessere, oltre che a quelli che causano malattia. Nel concetto di salutogenesi, salute e malattia non sono due condizioni che si escludono, ma segnano due polarità su uno spettro di continuità. Come dirigersi allora verso la polarità salute? Un peculiare ed indispensabile Paradigma, per realizzarla e con cui leggere le molteplici risorse fisiche, psichiche, relazionali, culturali, sociali, è quello della Complessità. Una direzione altrettanto sicura per raggiungerla è quella della lettura CorporalMente dell’evoluzione della Vita, ovvero integrare circolarmente la lettura bottom up a quella top down.

 

foto ferri new1° Expert Meeting InACoRP . Atri (TE) 26-28 settembre 2025Il tempo esterno

Con l’Analisi del Carattere (Punto Cardine di biforcazione neghentropica del nostro indirizzo) posso affermare che la maggior parte degli individui si relaziona con il mondo con pattern di tratto orale difettuale-insoddisfatto e di tratto narcisistico-reattivo, oggi entrambi oltre-soglia, che producono entropia fino a scuciture dissociative e disorganizzanti, visibili anche nel Corpo Vivente Sociale. Sono pattern relazionali di rango inferiore: quelli del “prendere-afferrare-impadronirsi-è mio”. Sono patterns di negligenza empatica, non c’è l’immedesimarsi o lo specchiarsi nell’Altro, né il rispetto dell’Altro-Soggetto, né la metacomunicazione, né la riflessione critica, ma la considerazione dell’Altro-Oggetto da far proprio.

La Soggettività è infiltrata dall’asse rettilo-neopalliale, che bypassa il cervello limbico, modulatore affettivo delle nostre relazioni e reazioni. Noi umani viviamo nella biosfera, rappresentata dai 10 km. di atmosfera sopra di noi, un campo di energia in cui la Freccia del Tempo s’inverte ed emerge la Vita. La biosfera è una corona intorno a questo Pianeta Terra meraviglioso, è un sistema termodinamico chiuso, che trasforma l'energia solare in un “elan vital”, per dirla con Henri Bergson (tanto caro a W. Reich) che, dalla fotosintesi in su, sale in ordine neghentropico fino ai sistemi viventi complessi.

Con l’Analisi del Carattere della Relazione (utilizzo del punto cardine per qualsiasi relazione) posso affermare che anche noi umani, che abitiamo in questo speciale dentro, siamo interdipendenti dalla biosfera e dagli altri sistemi viventi complessi. La nostra modalità di vivere, oggi, in preda all’oralità primaria compulsivo-consumistica oltre-soglia, produce un effetto tossico di peste emozionale su tutto il campo-biosfera che grida i suoi no restituendoci feedback reattivi e disorganizzanti il nostro corpo vivente, individuale e sociale, con un vortice degradante verso lo “0” entropico. In termini di diagnosi di neuromediatori la dopamina (DA) è andata oltre-soglia, portando allo scompenso la triade dei neuromediatori 5HT, DA, NA. L'umanità, in una diagnosi clinica, è affetta da una grave depressione mascherata dall’accelerazione. L’accelerazione del Tempo è dopaminergica, nasce dal furto serotoninergico alle relazioni che ha prodotto l’aumento noradrenergico, che ha prodotto a sua volta l’iperattivazione dopaminergica. L'accelerazione compulsiva oltre-soglia ha fatto perdere l’equilibrio fra i tre neuromediatori, ma anche l’equilibrio gerarchico dei tre cervelli: c’è una dominanza rettiliana nel mondo con i suoi patterns, per cui l’Altro da me o il Diverso da me è nemico! Questa condizione realizza l’esclusione della modulazione empatica: il disembodiment affettivo. In periferia, in una diagnosi di livello corporeo bersaglio, significa l’esclusione-chiusura del torace, sede dell’affettività per antonomasia.

Il Super Ego ha cambiato residenza, non abita più nella famiglia, abita nei social-media, inquinati e dominati dall’oltre-soglia patologico del tratto orale difettuale-insoddisfatto e di quello narcisistico-reattivo. Il Super Ego è in una paradossale condizione: è al servizio di pattern captativi, negligenti e irrispettosi dell’Es. La circolarità dell’energia che abitava la scena famiglia si è frantumata, ogni individuo sta con i propri vettori verso il fuori, ad inseguire gli oggetti esterni che vengono connotati come importanti dal nuovo Super Ego dei social media. Oggi viviamo in una modernità liquido-rarefatta-scucita, un tempo con più istanti e meno radici, con più eccitazione e meno consapevolezza, più comunicazioni e meno relazioni, più emozioni e meno sentimenti, più informazioni e meno sapere.

L’Es, nel dibattito con il Super Ego, non ha più il suo naturale controaltare e gli umani in preda alla reattività orale difettuale, insoddisfatta e narcisistica, rimangono in una solitudine accelerata: siamo nel possibile rischio del tempo zero per la specie “I Primati sono risaliti al governo del mondo e la preistoria si sta riattualizzando, ma a grandezze distruttive e di peste emozionale pericolosissime”. “Salvare il Pianeta Terra sarà salvare la Madre per salvare la specie”. Il masochismo/narcisismo primario di 1° tipo normo-soglia, potrebbe essere il nuovo progetto identitario delle nuove generazioni.

È un’intelligenza antichissima delle profondità intrauterine, segnata nel rettiliano pre-soggettivo, che potrebbe ri-emergere in questo ennesimo punto di Biforcazione-Passaggio in cui si trova l’Umanità, modificando la gerarchia valoriale per la sopravvivenza, dallo stile predatorio attuale dell’Oggetto, allo stile di attaccamento affettivo con l’Oggetto, restituendo un futuro possibile all’Homo presunto Sapiens Sapiens. Mi sposto, per completare il tema, sul Tempo Interno di ognuno di noi. Mi guideranno i tre Principi Attivi con i quali prende Corpo ed Appropriatezza una Psicoterapia di eccellenza ad alta coerenza e tracciabilità di senso, che possa dirsi “nostra e identitaria”, al passo e forse in avanguardia con i tempi e le ricerche correnti.

Se addizioniamo alla tridimensionalità ottica (altezza, larghezza e lunghezza), la quarta dimensione, il tempo, in direzione evolutiva bottom up, scopriamo, nei sistemi viventi complessi e aperti quali noi siamo, la profondità stratificata in 4D. Nell'immagine c’è una splendida ragazza che indossa un abito vero con i cassetti del tempo (abito di Ruiz de la Prada). Ci sono elencati a fianco dati su evidenze stratificate:

-dalle fasi evolutive ai 7 livelli corporei relazionali (i cassetti del tempo)

-dall’epigenetica agli emisferi cerebrali

-dai pattern psicodinamici di tratto ai tre cervelli, all’istologia dei loro tessuti

-da alcune aree cerebrali ai tre principali neuromediatori

-dall’intelligenza alle attivazioni corporee

-dalla psicopatologia alla psicofarmacoterapia.

La profondità stratificata in 4D evita il rischio del disembodiment in psicoterapia, in psicopatologia e in psicofarmacoterapia, nonché il rischio di una psicoterapia liquida in linea con il tempo esterno di cui prima. La profondità stratificata in 4D ci offre linee guida diagnostiche basate sulle evidenze e indica linee-guida terapeutiche con i tre principi attivi, in un’ottica epigenetica, neuromediatoriale e psicodinamica.

 

Il Primo Principio Attivo

Quale Relazione per un efficace azione psicoterapeutica? La Relazione è un terzo sistema vivente complesso, che nasce dalla combinazione dei tratti caratteriali dell’analista e dell’analizzato. Essa dialoga con il linguaggio dei tratti caratteriali, un linguaggio meta su quello verbale e su quello corporeo. Il dialogo è espresso dalle domande implicite depositate dalla propria storia nei pattern di tratto. Nel setting questo dialogo si traduce in Transfert e in Controtransfert di Tratto e di Livello Corporeo Relazionale, un altro e nuovo aspetto del grande mondo del controtransfert. Un controtransfert che sia in grado di raggiungere e contattare l’analizzato, muoverlo verso un’evoluzione sostenibile, segnando nella fondamentale ripetitività degli incontri, "nuovi epigenetic drug controtransferali" come sostiene Stephen Stahl.

Per il processamento della realtà, infatti, è necessaria una stabilizzazione della memoria emotiva, una riparazione dell’analogico, la quale può avvenire (epigenetica docet) solo attraverso una ripetitività dell’esperienza promotrice, sia essa relazionale psicodinamica, psicofarmacologica o di attivazioni corporee. Per chiarire: qual è la domanda implicita dell’Altro? Inclusione o esclusione? Accettazione o minacciosità? Sicurezza o instabilità? Da quale appartamento corporeo del Palazzo della sua storia si sta affacciando a me nel setting? Quale risposta controtransferale (e da quale mio appartamento corporeo) è la più appropriata in termini di epigenetic drug? Giusta distanza o contatto? Inclusione o sostegno? Mimica di ascolto silenzioso o prosodia rassicurante? E nella prospettiva dei neuromediatori, qual è il controtransfert più appropriato? Ansiolitico, antidepressivo, stabilizzante o antipsicotico? Queste modificazioni ci sono sempre e comunque, se ne siamo consapevoli è molto meglio, perché usciamo dal random!

 

Il  Secondo Principio Attivo

Quale Psicofarmacoterapia per un efficace azione psicoterapeutica? Sempre di più nei nostri setting ci troviamo di fronte persone con quadri oltre-soglia clinici, che sono in trattamento con psicofarmaci. È bene sapere, quindi, dell’azione neuromediatoriale, epigenetica e psicodinamica degli psicofarmaci e leggerli come una preziosa opportunità per utilizzare "in sincronia e sintonia" i tre principi attivi nel setting. Sto proponendo una psicofarmacoterapia carattero-analitica in 4D, appropriata nei dosaggi, nel tempo di assunzione, precisa nei cassetti del tempo delle fasi-livelli corporei, che restituisca senso e storia alle persone, insieme agli altri due principi attivi, la Relazione e le Attivazioni Corporee.

Se per gli psicofarmaci (ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici, stabilizzanti) la comprensione in neuromediatori (5HT-NA-DA…) può essere forse più semplice, non tutti sanno della loro azione epigenetica. Ad oggi gli psicofarmaci che producono cambiamenti epigenetici sono numerosi.

-Antidepressivi: imipramina, amitriptilina, fluoxetina, escitalopram

- Antipsicotici: aloperidolo, clozapina, sulpiride e amisulpiride, risperidone

- Stabilizzanti: acido valproico.

Uno per tutti l’aloperidolo: un antipsicotico che agisce a livello centrale sui recettori D2 dei nuclei della base del rettiliano e a livello periferico nell’area ombelico-addominale, interrompendo l’angoscia psicotica di annientamento. La sua azione mi ha permesso di incontrare centinaia di giovani e stabilire con loro una relazione terapeutica affettiva e toracica, impossibile senza aloperidolo. L’aloperidolo ha permesso una relazione terapeutica e anche un’attivazione corporea “il punto fisso luminoso con gli occhi in convergenza”, che connette occhi e corteccia prefrontale, sede della coscienza dell’Io, facilitando il rientro in soggettività della persona.

 

Il terzo principio attivo

Quali Attivazioni Corporee per un'efficace azione psicoterapeutica?  Ed è all’interno del quadro concettuale di Mente di Tratto che propongo, ancorata agli altri due fondamentali pilastri del nostro setting l’analisi del carattere e l’analisi del carattere della relazione, la Vegetoterapia di Fase, evoluzione della Vegetoterapia di Stato non sistematizzata di Reich e di solo livello corporeo di Navarro. Le Attivazioni Corporee, validate da 90 anni di storia e 4 generazioni di analisti, sono state selezionate a partire da W. Reich, da O. Raknes, da F. Baker, da F. Navarro e da Ferri-S.I.A.R..

Esse rappresentano, oggi, una sistematica progettuale per scendere nelle profondità degli strati del tempo e riemergere in superficie senza smarrirsi. Esse sono movimenti filo-ontogenetici, comuni a tutti gli individui, agiti sui livelli corporei relazionali della fase e sui pattern di tratto imprintati dalle relazioni avute nella propria specifica storia.Sono in una continuità di punteggiatura su tutte le finestre delle fasi evolutive, così da essere password per entrare dalla periferia nei cassetti del tempo.

Dai livelli corporei relazionali, attraversando le vie cortico-spinali, le attivazioni corporee procurano modificazioni neuromediatoriali, epigenetiche e psicodinamiche centrali, segnano nuovi circuiti cerebrali, procurano nuove arborizzazioni dendritiche, disegnano nuove mappe mentali, imprintano nuovi segni incisi e offrono nuovi pattern appropriati.

 

 

[1] Lectio magistralis tenuta nel 1° Epert Meeting InACoRP (International Association of Contemporary Reichian Psychotherapy). Atri (TE) 26-28 settembre 2025.

 

 

 

Bibliografia

Damasio, A. (2012) Il Sé viene alla Mente. Adelphi.

Ferri, G. (2017). Il corpo sa. Roma: Alpes.

Ferri, G. (2020). Il tempo nel corpo. Roma: Alpes.

Ferri, G., & Cimini, G. (2022). Carattere e psicopatologia. Roma: Alpes

Gaisler-Salomon, I., & Zilcha-Mano, S. (2025). From epigenetic research to clinical psychotherapy. British Journal of Psychiatry. https://doi.org/10.1192/bjp.2025.22

Kular, L., et al. (2023). Epigenetics applied to psychiatry: Clinical opportunities and future challenges. Psychiatry and Clinical Neurosciences. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/pcn.12634

Miller, C. W. T. (2017). Epigenetic and neural circuitry landscape of psychotherapeutic interventions. PMC https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5684598/

Shoedingher, E. (1944) What is live? University Press Cambridge

Stahl, S. (2021). Psychopharmacology and the synaptic basis of mental disease. Cambridge University Press.

 

[*]     Psichiatra, Psicoterapeuta, Analista didatta S.I.A.R., Presidente S.I.A.R. e Direttore della Scuola Italiana di Analisi Reichiana, Direttore del board scientifico della collana CorporalMente dell’Editrice Alpes, Membro dell’Accademia delle Scienze di New York, Membro del Comitato Scientifico Internazionale di psicoterapia Corporea. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. indirizzo professionale: Via Nazionale, 400, 64026 Roseto degli Abruzzi (TE).

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