Numero 1/2026

ENTANGLEMENT: INTRECCIO E CORRELAZIONE 

ENTANGLEMENT: INTERTWINING AND CORRELATION

Marina Pompei[*]

 

DOI 10.57613/SIAR85 

 

Abstract

        Il concetto di entanglement (intreccio, connessione profonda) che deriva dalla fisica quantistica, viene qui utilizzato in una lettura clinico analitica. In una prospettiva storica l'entanglement, in una versione negativa, viene riferito al concetto di peste emozionale di W. Reich. Nella contemporaneità la peste emozionale nasce da una  società liquido-rarefatta, con più comunicazioni e meno relazioni.

Parole chiave 

         Entanglement – Peste emozionale – società liquida – mancanza di relazioni.

Abstract

        The concept of entanglement (intertwining, a deep connection), derived from quantum physics, is used here in a clinical-analytic context. From a historical perspective, entanglement, in a negative version, is related to W. Reich's concept of the emotional plague. In contemporary times, the emotional plague arises from a liquid-rarefied society, with more communication and fewer relationships.

Keywords

     Entanglement - emotional plague - liquid society - lack of relationships

 

 

     La Psicologia ha mutuato dalla Fisica alcuni concetti che sono entrati pienamente nei modelli psicoterapeutici analitici. Utilizziamo, per esempio, il concetto di Campo: noi parliamo di un campo energetico tra due individui o di  un gruppo. Parliamo di primo Campo Relazionale intendendo la prima relazione che l'embrione e poi il feto vivono nell'utero materno ed estendiamo questa denominazione a tutte le future relazioni che hanno come caratteristica predominante l'accoglienza e il nutrimento. Individuiamo come Secondo Campo le relazioni nella vita fuori dall'utero e poi Terzo Campo le relazioni nel sociale più vasto.[1]

     Nella Fisica dell'Ottocento l'affermazione dell'esistenza di un campo è stata rivoluzionaria, perché si era fermi a considerare la trasmissione del movimento realizzabile solo per contatto; nel campo si attuano movimenti tra gli elementi presenti senza bisogno di contatto, ma a causa di forze non visibili. Un concetto attualmente mutuato dalla Fisica Quantistica è quello di Entanglement, termine che possiamo tradurre con intreccio o correlazione, introdotto da Erwin Schrödinger nel 1935.[2]

     L'entanglement è una realtà per noi controintuitiva, perché verifica la presenza di una correlazione tra due elementi appartenenti allo stesso campo ma separati da una distanza anche molto grande. Contrasta con il principio che sembra ovvio e realistico per cui un oggetto fisico è influenzato direttamente solo da agenti posti nelle sue immediate vicinanze; inoltre nessuna influenza fisica può propagarsi più velocemente della luce, quindi un evento in un punto A non può causare istantaneamente un effetto in un punto B distante. Einstein lo chiamava scherzosamente “azione spettrale a distanza” (spooky action at a distance).

     In realtà, secondo la fisica quantistica accade proprio che un'informazione data all'elemento A arrivi istantaneamente all'elemento B del sistema modificandolo nella stessa misura. Non è però un segnale che viaggia più veloce della luce, non è una comunicazione vera e propria: è una correlazione statistica profonda. L'entanglement è un fenomeno in cui particelle subatomiche rimangono interconnesse, condividendo uno stato fisico unitario a prescindere dalla distanza. Due o più particelle che hanno interagito tra loro restano legate nello stato quantistico, anche quando vengono separate da grandi distanze.

     Dice inoltre il fisico Federico Faggin che “La fisica quantistica ha provato che tutto è interconnesso, l'entanglement quantistico è il processo, il fenomeno fondamentale della natura che collega tutte le particelle, tutti gli atomi; tutta la realtà non è fatta di parti separabili. Per esempio una particella non è più un oggetto come si pensava, la particella è uno stato di un campo, come un'onda del mare. La particella non si può separare dal campo perché è solo un suo specifico stato, una caratteristica particolare di quel campo, come l'onda del mare è una caratteristica del mare. Se noi vedessimo solo l'onda del mare senza vedere il mare, la penseremmo come una particella, una struttura che si muove nello spazio, ma invece c'è il mare ed ecco che l'onda è una proprietà del mare, come un elettrone è una proprietà del campo degli elettroni.”[3]. E noi analisti psicoterapeuti sappiamo bene come siamo tutti dei campi energetici interconnessi e incidenti l'un l'altro.

 

IMG POMPEI foto per EntanglementFoto di Grazia Crea

Un caso clinico di Entanglement

     Possiamo utilizzare in Psicoterapia il concetto di Entanglement della Fisica Quantistica così come abbiamo usato il concetto di Campo proveniente dalla Fisica precedente? Credo possa essere lecito, per indagare quel complesso sistema di relazioni che si attua nel setting analitico, all'interno del quale noi diciamo (ed è stato verificato statisticamente) che il primo principio attivo per l'evoluzione del paziente e anche dell'analista psicoterapeuta è la relazione, al di là dei metodi utilizzati che possono essere più o meno appropriati ed efficaci. Quando nel setting c'è una relazione di accoglienza e di amore, di sospensione del giudizio e di ricerca dell'ascolto della profondità di quella persona che è unica e irripetibile, si attua un passo evolutivo. Accade, nel corso di un'analisi terapeutica, che il paziente realizzi un movimento evolutivo tale da essere percepito come miracoloso. Quante volte l'abbiamo sentito dire dai nostri pazienti, stupiti da un proprio cambiamento di posizione interiore o da un cambiamento nelle dinamiche familiari!

     Riferisco brevemente di Maria, che arriva nel mio studio dominata da una grande angoscia. Il figlio da qualche anno è caduto in una dimensione paranoica, probabilmente in seguito all'assunzione di sostanze stupefacenti (non sappiamo quali e quante) durante una vacanza con amici. Non abbiamo informazioni esaurienti, sappiamo però che è stato necessario anche un TSO. Da allora il ragazzo, ora un uomo, non vuole avere contatti con i genitori che ritiene colpevoli di avergli fatto del male e non averlo difeso. Non esplicita quale sia stato il male subito e da che cosa avrebbero dovuto difenderlo. Comunque i genitori e il mondo lavorativo sono vissuti come molto ostili e pericolosi, i genitori non vuole sentirli e vederli. Maria cerca modi di contatto: biglietti sotto la porta di casa, regali portati da amici; tutto viene rifiutato. Si sente la causa colpevole di questa situazione. È stata sempre con lui molto amorevole e accudente, ma ha capito molto tardi che non avrebbe dovuto portarlo alle mostre e nei musei per “riempirgli la testa”, avrebbe dovuto giocare con lui, soprattutto ascoltarlo. Ha capito molto tardi che i bambini hanno un loro mondo da esprimere, che non sono dei “vasi vuoti da riempire”. Non si dà pace, vede tutto sbagliato il suo modo di essere stata madre e lo considera la causa della patologia del figlio.

     La accolgo con un sentimento di grande tenerezza e iniziamo il nostro percorso di esplorazione. La guido ad aprire la visione della scena che fino ad ora ha guardato da un'unica angolazione: quella del suo dolore e della sua colpa. Ripercorriamo la storia alla ricerca degli elementi significativi. Ne mettiamo a fuoco soprattutto tre importantissimi.

- Sua madre è stata con lei distaccata, accudente ma non affettuosa, non le ha trasmesso questa competenza, non l'ha conosciuta.

- Si innamora di un uomo che sposa con gioia e che molto presto si ammala per una patologia fortemente invalidante a livello motorio. Da allora assume la responsabilità dell'organizzazione familiare e della cura di lui, pur avendo anche un lavoro impegnativo in una piccola azienda. 

- Nasce il figlio desiderato e accolto con amore. Il parto è molto difficile, c'è sofferenza neonatale, ha bisogno per giorni dell'incubatrice. La situazione è seria ma viene ben curata e si risolve. Il piccolo può lasciare l'ospedale e procedere nel suo sviluppo fisico e psichico senza problemi.

L'aiuto a vedere come questi siano stati segni incisi nella storia vissuta.

-Non ha sperimentato nel suo corpo di neonata e bambina il maternage caldo e giocoso, solo quello efficiente, per questo non l'ha potuto trovare in sé quando lei stessa è diventata madre.

-Subito dopo il matrimonio è chiamata a fare un movimento etico-muscolare: deve diventare doppiamente efficiente, deve supplire alle carenze del marito. Accetta questo con naturalezza, sostenuta dall'amore, dalla sua dimensione etica e dalla sua densità di energia.

     Ma il bambino come avrà vissuto questo? Avrà dovuto spartire con il papà la presenza materna, avrà dovuto reprimere i suoi slanci vitali? Avrà cominciato molto presto a percepire il mondo come faticoso e forse ingiusto?

-L'esperienza della nascita per il bambino è stata traumatica, ha rischiato di morire, si è trovato in solitudine in una incubatrice dopo il calore di relazione nell'utero materno. Possiamo ipotizzare la nascita di un nucleo fobico.

     L'accoglienza di una famiglia affettiva, all'entrata in casa dopo l'ospedale, ha contenuto e curato il trauma alla nascita. Gli anni successivi hanno permesso una sufficiente compensazione e uno sviluppo molto buono fino ai venti anni. Il nucleo fobico è stato tenuto a bada. L'uso di sostanze stupefacenti è stato l'intervento di un fattore esterno destabilizzante il suo equilibrio, con la conseguenza di slatentizzare il suo nucleo fobico. Pian piano, con difficoltà, Maria allarga l'orizzonte della scena in cui è vissuta e vive. Comincia a rendersi conto della multifattorialità delle cause dello stato di suo figlio. Parallelamente inizia a diminuire un po' il suo senso di colpa, inizia ad accettare di non essere onnipotente: soluzione e causa di tutti gli eventi della famiglia.

     Un giorno mi ha inviato un messaggio (lei sempre discreta non aveva mai invaso lo spazio al di fuori del setting), scrive: “Oggi è accaduto un miracolo: è il mio compleanno. Mio figlio mi ha telefonato per farmi gli auguri e ha accettato di venire a pranzo a casa”. Quel miracolo è l'esito di un percorso interiore reso possibile da un'autentica relazione profonda e da modalità terapeutiche appropriate. Il campo energetico della madre modificato, modifica il campo energetico del figlio. Il passaggio evolutivo di Maria ha reso possibile un passaggio evolutivo del figlio, a distanza ma profondamente connessi. Come per l'entanglement?

 

Un entanglement pericoloso: la Peste Emozionale

     Questa connessione profonda a distanza può avere anche esiti negativi per le persone? Penso di sì. Mi riferisco a quella che Wilhelm Reich ha chiamato la “Peste emozionale” (Charakteranalyse 1933, trad. it. 1988). La contaminazione sociale della psicopatologia individuale sotto forma di un’epidemia.

- La peste è una grave malattia infettiva molto contagiosa, epidemica, causata da un batterio.

- Per Albert Camus la peste, nel suo romanzo del 1947, è la metafora di una peste dell'animo, dovuta a indifferenza, panico, spirito burocratico ed egoismo gretto.

- Reich, riferendosi alle personalità corazzate del suo tempo, che non potevano far fluire l'energia vitale tra le diverse dimensioni del Sé, prigioniere di una società repressiva, scriveva: “Possiamo definire peste emozionale quel comportamento umano che, in base ad una struttura caratteriale biopatica, si manifesta nei rapporti interumani, quindi sociali e nelle corrispondenti istituzioni in modo organizzato”. Nel suo tempo la individuava “Nei campi vitali più importanti: il misticismo nella sua forma distruttiva; la mania passiva e attiva di autorità; il moralismo; il politicantismo partitico; la peste familiare che ho definito familitis; le misure educative sadiche; la sopportazione masochistica di simili misure educative oppure la ribellione criminale contro di esse; il pettegolezzo e la diffamazione; il burocratismo autoritario; l'ideologia imperialista della guerra; tutto ciò che si intende con il termine americano di racket; l'asocialità criminale; la pornografia; l'usura; l'odio razziale” (Analisi del carattere, pp. 312-313).

- Oggi, nella evoluzione reichiana contemporanea della Società Italiana di Analisi Reichiana, Ferri e Cimini  (Psicopatologia e carattere 2012) rileggono le cause della peste emozionale di oggi: mentre per Reich erano riferite ad una società fortemente repressiva e corazzata, oggi dobbiamo cercarle in una società  borderline e rarefatta, liquida, come dice Bauman.

     E ancora: “Il disturbo borderline è il vero emblema di questa nostra epoca, l'esito sintomatico più evidente della peste. La corazza non è più la corresponsabile della peste, la sua assenza sì. (…) Siamo nella società liquido-rarefatta, ci sono più comunicazioni e meno relazioni, più informazioni e meno sapere, più emozioni e meno sentimenti. (…) Viviamo un processo di trasformazione in atto nella modernità, complesso e multifattoriale, con genitori depiazzati, depressi, rassegnati e impotenti, con figli soli, smarriti, spaventati e impulsivi: una modernità liquido-rarefatta sempre più ad economia aziendale, con valori dell'avere che definiscono l'Essere. Un vuoto delle relazioni da furto del tempo perpetrato dal Super Ego mediatico che detta l'accelerazione nel fuori e rarefà il tempo del dentro.” (Ferri, 2021, in: Messina, A. Nulla da temere, tutto da desiderare).

     Che cosa ha reso gli individui così? Una necessaria analisi multifattoriale non ha posto in queste poche pagine, ma una indicazione di lettura sì. Il furto del tempo nasce dalla velocità della tecnologia cui non sanno adeguarsi i ritmi della biologia e del pensiero riflessivo. Il sistema capitalistico neo liberista è entrato nell'inconscio collettivo ed ora che è diventato anche finanziario tecnocratico domina la scena, indicando oggetti da raggiungere e performance da realizzare, ignorando la relazione tra umani e l'interiorità.

     Lo straordinario sviluppo tecnologico, ora culminato nell'Intelligenza Artificiale, non si sta alleando con la consapevolezza umana, sta cercando di sorpassarla in velocità,  giustificata dall'obiettivo dell'efficienza. Siamo sempre più efficienti ma stiamo perdendo il senso umano di quello che stiamo facendo.

     Un esempio. “Presto potrebbero diventare operativi i sistemi d'arma autonomi. La Rete Italiana Pace e Disarmo e l’Iriad (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo) chiedono un Trattato di messa al bando o regolazione. Si tratta di armi autonome letali, capaci, anche grazie alla mediazione dell’Intelligenza Artificiale, di selezionare e colpire obiettivi senza un controllo umano significativo. Una prospettiva che solleva interrogativi etici, giuridici e umanitari di estrema rilevanza e mette pericolosamente in discussione principi fondamentali del diritto internazionale e della tutela dei diritti umani. “[4]

     Il robot killer fa quello che un umano non riesce a fare, con una velocità fino a ieri impensabile, ma non sa di uccidere esseri umani. E noi non siamo in grado di fermarlo, è troppo più veloce di noi.

 

Un consiglio che arriva dal 1572

     Nella notte tra il 23 e il 24 agosto del 1572, che ricordiamo come “la notte di san Bartolomeo”, si consumò la strage degli Ugonotti, i protestanti calvinisti francesi. Anche Pierre Jeannin, luogotenente generale in Borgogna riceve l'ordine dal re Carlo IX di ucciderli tutti, ma non obbedisce subito: interroga i messi reali portatori degli ordini, pretende che mettano per iscritto gli ordini trasmessi solo oralmente, loro si rifiutano, lui prende tempo, non dà seguito. Dopo due giorni arriva l'ordine del re di porre fine alle uccisioni. Gli Ugonotti di Borgogna si sono salvati. Una lapide nella cattedrale di Autun riporta quelle che si dice siano state le sue parole: “Bisogna obbedire lentamente quando i re sono in collera.”

 

 

BIBLIOGRAFIA

Aczel, A. (2004) Entanglement. Il più grande mistero della fisica. Milano: Raffaello Cortina editore.

Camus, A. (1947) La peste. Parigi: Gallimard.

Ferri, G., Cimini, G. (2012) Psicopatologia e carattere. Roma: Alpes.

Faggin, F. (2022) Irriducibile. La coscienza, la vita, i computer e la nostra

Natura. Milano: Mondadori.

Messina, A. (2021) Nulla da temere, tutto da desiderare. Acireale: Lekton Edizioni.

Reich. W. (1994) Analisi del carattere. Milano: SugarCo.

[1] Sul concetto di Campo vedi in questo stesso numero l'articolo di M. Mannella “Primo e secondo campo relazionale. Riflessioni da una prospettiva co-genitoriale”.

[2] All'inizio degli anni 1980 Alain Aspect e altri hanno svolto una serie di esperimenti  che hanno provato che le correlazioni misurate seguono le previsioni della Meccanica Quantistica. Nel 1998 Zeilinger e altri hanno migliorato tali esperimenti e confermato i risultati. Per questi lavori i due studiosi, assieme all'americano John Clauser hanno ricevuto il premio Nobel per la Fisica nel 2022.

[3] Dalla lezione Intelligenza artificiale e intelligenza umana a confronto nel Corso del 2025 “Intelligenza Artificiale e Potere” della Scuola di Cittadinanza Domenico De Masi del Fatto Quotidiano.

[4] Da un articolo di Giuseppe Muolo sul quotidiano “Avvenire” del 15/1/2026: Stanno arrivando i “killer robots”, Che cosa sono e perché preoccupano.

 

[*] Psicologa psicoterapeuta, analista e didatta supervisore S.I.A.R. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Studio professionale: Via Valadier, 44-00193 Roma

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