Setting analitico: tempo, relazione e complessità

Il setting post reichiano non è solo una situazione spazio-temporale in cui si svolge il processo psicoterapeutico, ma ha una sua punteggiatura ed una sua narrazione, una sua cadenza di ritmi ed in questo senso potremmo considerarlo come una forma vivente che risponde ad una evoluzione, a una storia, ad un tempo, in qualche modo ad un suo carattere.

Stiamo introducendo una visione globale, sistemica e nel contempo complessa del setting , nel quale non vengono prese in considerazione singolarmente la situazione dell’analista e dell’analizzato, ma le relazioni tra le loro posizioni e gli specifici flussi (transfert e controtransfert).

Giocando un po’ sul coraggio della contaminazione tra varie branche proviamo ad incrociare le posizioni e le prospettive di mondi apparentemente distanti nei contenuti ma con probabili analogie di architettura e di ricerca.

Il setting può essere considerato un sistema complesso che non può non rispondere a leggi di una nuova prospettiva paradigmatica.

1) Intanto costituisce il quadro di un’analisi sistemica “fluttuante” in un gioco di rimandi continui per cui si va dalla parte al tutto e dal tutto alla parte.

2) Il setting come sistema autopoietico o autoorganizzantesi su frattali che appartengono ai due sottosistemi che lo compongono (analista e analizzato).

3) La necessità al suo interno di coevoluzione con implicito il riconoscimento dell’interdipendenza delle parti.

4) La sostenibilità di un progetto, considerando la capacità portante del setting nella sua interezza e nelle sue parti (sottosistemi analista-analizzato).

5) La garanzia delle diversità nell’essere insieme.

6) Il monitoraggio costante degli incastonamenti dei tratti analista analizzato, ovvero analisi del carattere della relazione, punto di metacomunicazione per evitare lo stallo cui tenderebbe il sistema senza questa autoconsapevolezza. (Stalli dei processi terapeutici)

 

abstract in italiano dell’articolo pubblicato da G. Ferri e G. Cimini su ANNALS OF THE NEW YORK ACADEMY OF SCIENCES, Vol 879, 30 june 1999

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